Roma, 6 dic – Oltre che dal livello di reddito, l’elevata incidenza della tassazione è spiegata anche dall’assenza di detrazioni per familiari a carico. Le famiglie con un solo percettore di reddito (prevalente) da lavoro autonomo riportano, lungo tutta la distribuzione dei redditi, aliquote medie fiscali inferiori rispetto alle restanti strutture di reddito familiare (mono-percettore). Per l’autonomo, si consolida così il vantaggio fiscale relativo esibito l’anno precedente. Il minor prelievo nelle classi di reddito non elevate risiede nella possibilità data ai lavoratori autonomi di accedere a regimi fiscali agevolati, forfettari, di poter dichiarare un reddito su base presuntiva secondo i parametri degli studi di settore o è legata a fenomeni di elusione/evasione. A parità di classe di reddito, l’aliquota media fiscale 2016 per le famiglie di lavoratori autonomi con entrate medio-basse è, tuttavia, in leggera crescita rispetto al 2015. A loro volta, i lavoratori dipendenti appartenenti a famiglie mono-percettore subiscono la maggiore imposizione in corrispondenza delle due classi di reddito più elevate, rispettivamente 27,1% e 36,0%. Queste famiglie registrano negli anni 2015-2016 un sensibile incremento del carico fiscale (+1,5%) nella sola classe inferiore di reddito (meno di 15.000 euro). Tale andamento si spiega con l’innalzamento repentino del loro livello medio di reddito nel segmento basso della distribuzione (+2,8%) che determina un riallineamento ai valori del 2014. Si rammenta che anche nel 2016 ha trovato applicazione il Bonus di 80 euro che ha concesso una “detrazione fiscale” (d’importo medio annuo pari a 820 euro) a oltre 11 milioni di lavoratori dipendenti. Le famiglie con unico percettore di redditi non da lavoro (prevalentemente pensionati) beneficiano, nel corso del biennio 2015-16, di una riduzione del peso fiscale lungo quasi tutta la distribuzione dei redditi e più marcatamente nelle classi estreme. (SEGUE)