Roma, 7 dic – “Lascio il gruppo M5s e aderisco a Forza Italia”. Lo conferma Matteo Dall’Osso in una intervista al Giornale. Alla sua seconda legislatura con i pentastellati, malato di Sla. È giunto alla decisione dopo la bocciatura dei suoi emendamenti a tutela dei disabili. E ieri Dall’Osso ha incontrato il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi. “Mi sono sentito solo, in parte tradito, umiliato. E mi sono sentito disabile. Mi hanno trattato male” afferma, “mi era stato chiesto di ritirare i miei emendamenti a tutela dei disabili per parere contrario insieme ad altri già respinti. Uno di questi è stato oggetto di contrattazione. Ho chiesto al gruppo M5s di firmare il mio emendamento, nulla di più, ma dai banchi del governo è stata data indicazione negativa così ho deciso di proseguire grazie alla sottoscrizione di tutte le opposizioni. Poi a seguito del mio intervento e di un accorato appello l’emendamento è stato accantonato con parere favorevole. Ero in parte soddisfatto e felice per il risultato ottenuto proprio nella Giornata Internazionale della Disabilità. Ma nella seduta di martedì 4 quell’emendamento è stato bocciato. L’ho appreso dal verbale della seduta. Sono avvilito ma vado avanti lo stesso per i disabili”. Perché hanno respinto l’emendamento? “Mancanza di coperture economiche. Ma parliamo di 10 milioni di euro per tre anni considerato che Roma da sola soffre una mancanza di 2 milioni solo per quest’anno a causa di permessi per falsi invalidi”. E aggiunge: “Gli amici mi hanno sostenuto ma gli onorevoli hanno pensato solo alla politica e non al bene comune”, “sono passati da uno vale uno a uno è uguale all’altro, ma non è così. Io sono il malato di Sla che hanno usato come una bandiera ma io non posso accettare certe ingiustizie”. E nei rapporti con il Movimento sostiene che “tutte le persone sensibili rispetto alla disabilità sono in difficoltà ma sono anche intimorite”. Perché Forza Italia? “Penso che Forza Italia per i valori di libertà e solidarietà che promuove – ricordo il lavoro a tutela delle donne svolto da Mara Carfagna – e l’attenzione verso le categorie più deboli quali i bambini orfani possa garantire l’attenzione verso i disabili. Per questo gruppo la diversità è un valore aggiunto e una risorsa”. (red)