Rimini, 7 dic – “Dobbiamo abbattere le barriere che discriminano. Vi sono barriere che sono reali, altre sono di convinzione, di mentalità, di modo di pensare. Sono barriere che discriminano, che creano pregiudizi ed esclusione. Occorre un po’ di coraggio, è vero, ma, in realtà, andare incontro agli altri e realizzarsi insieme è la nostra realtà, la nostra vocazione più profonda” aggiunge il presidente della Repubblica, che indica come “impegno inderogabile” quello di “combattere senza tregua la tratta degli esseri umani e la riduzione in schiavitù, piaga che purtroppo non è ancora completamente debellata e che misuriamo, quotidianamente, nelle nostre città, sulle nostre strade. Nessuno può voltare la testa dall’altra parte, nessuno può mettere a tacere la propria coscienza di fronte al persistere di questo mercato infame; meno che mai lo Stato. E non ci può essere incertezza o confusione: non sono le vittime della tratta a dover essere perseguite, ma gli sfruttatori, tutti, in qualunque modo vi siano coinvolti o vi si lascino coinvolgere”. “L’azione di contrasto – continua Mattarella – va condotta all’interno del nostro Paese, così come sul piano internazionale, e quest’opera va necessariamente integrata con politiche di cooperazione e con progetti di pace e di sviluppo. Sono le donne – sottolinea infine il capo dello Stato – a pagare sempre il prezzo più alto: e noi sappiamo che la libertà delle donne, di ogni donna, è condizione per la libertà di tutti”. (PO / Roc)