Roma, 10 dic – Modernità in polvere, tessuto sociale a brandelli, guerra civile “molecolare”. La Grande Crisi, nella quale siamo immersi, è il più marcato punto di frattura che la società occidentale abbia affrontato nel dopoguerra. Ci siamo dentro e, come sempre avviene, quando si è dentro a qualcosa si fatica a distinguerne i contorni e a individuare una via d’uscita.Non si tratta solo di crisi economica; il mutamento radicale che ci investe coinvolge aspetti sociali, antropologici, politici, tecnologici e persino climatici, che ci hanno mutato nel profondo. In questa terra di mezzo si fa strada la paura, ed è quindi vitale analizzare con attenzione il reale per poter proporre soluzioni possibili. La soluzione più facile è sfruttare questa paura diffusa, soprattutto degli ultimi, dei sommersi, alimentarla di rancore e rovesciarla su chi sta ancora più in basso. È la via scelta dai populismi e dai neonazionalismi, che puntano il dito accusatorio verso una popolazione disperata e lacera di migranti, ai quali viene addossata la colpa del malessere diffuso. A questa retorica la sinistra non sembra in grado di fornire una narrazione alternativa e pare aver smarrito la ragione principale del suo ruolo politico: stare “in mezzo”, creare i presupposti per nuove relazioni sociali, tendere una mano ai deboli e preparare per loro un terreno di affrancamento. “Nel labirinto delle paure: politica, precarietà e immigrazione” di Aldo Bonomi e Pierfrancesco Majorino (Bollati Boringhieri) è un urlo lanciato alla nostra società, scritto da chi la società la studia profondamente da molti anni, assieme a chi sta cercando, quotidianamente nella sua azione politica, di operare a Milano per cambiarla. Bonomi, sociologo, è fondatore e direttore dell’istituto di ricerca Consorzio A.A.S.TER. Scrive su “Il Sole 24ore” e dirige la rivista “Communitas”. Majorino è assessore presso il Comune di Milano alle Politiche sociali, salute e diritti. Si occupa di diritti sociali fin da quando, nel 1998, è stato nominato consigliere del dipartimento Affari sociali della Presidenza del Consiglio dei ministri. Ha fatto parte, dal 2011, della Giunta comunale guidata da Giuliano Pisapia e ha svolto incarichi di direzione nell’ambito del Partito democratico. (Red)