Bolzano, 10 dic – Quali i legami tra la capitale dell’Eritrea e Bolzano? Le risposte a questa domanda, nella mostra “La segreta città modernista in Africa”, ideata dalla Fondazione Bauhaus Dessau ed organizzata dalla Piattaforma Patrimonio Culturale e Produzione culturale (facoltà di Design e Arti) nell’edificio Ex-INA di Bolzano, a partire dal 12 dicembre e già ospitata a Berlino, Tel Aviv, Londra, Monaco di Baviera, Miami, in Egitto, Nigeria, Togo ed in Italia a Bologna e Torino. Asmara, sviluppatasi dopo la colonizzazione italiana (dal 1889) e diventata una metropoli africana tra il 1922 e il 1941, nel 2017 è stata dichiarata patrimonio dell’UNESCO. La capitale dell’Eritrea ha più cose in comune con Bolzano di quanto si possa pensare. Esistono infatti parallelismi con la città nuova del capoluogo. Sotto la dittatura di Benito Mussolini, il potere coloniale orientò la pianificazione urbana ispirandosi agli esempi modernisti in Europa e, nella capitale dell’Eritrea, realizzò le sue idee di una “città nuova” costruendo edifici pubblici, strade, piazze, strutture per il tempo libero, edifici residenziali e ville per l’alta borghesia italiana oltre a quartieri residenziali per la popolazione locale. Anche a Bolzano, capitale del territorio di frontiera dell’Alto Adige, nasceva, negli anni ’20 e ’30 del XX secolo, una “città nuova”, a ovest del centro storico che, con la sua eredità architettonica e artistica del ventennio fascista, è ancora oggi oggetto di discussioni ideologiche, politiche ed etniche. La mostra arriva a Bolzano grazie alla collaborazione tra Waltraud Kofler-Engl, responsabile della Piattaforma Beni Culturali e Produzione Culturale e Kuno Prey. (Com)