Erano state installate il 9 gennaio del 2012 in via Madonna dei Monti, uno dei rioni storici della capitale. Venti “pietre d’inciampo” – opera dell’artista tedesco Gunter Demnig e dedicate ad altrettanti membri membri della famiglia Di Consiglio deportati nei campi di concentramento – sono state strappate nella notte dalla strada. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo per furto aggravato dall’odio razziale. “Un gesto che condanno con forza e profonda indignazione. La memoria esige rispetto” dichiara su Twitter la sindaca di Roma Virginia Raggi, mentre il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti sottolinea come il furto rappresenti “un’offesa e un oltraggio alla memoria dei cittadini ebrei deportati nei campi di sterminio”. Sempre sul social network, la deputata di Forza Italia Mara Carfagna afferma: “Al di là dell’atto vandalico in sé, è un insulto alla memoria di chi ha subito la più barbara delle tragedie. È un atto gravissimo”. In base al rapporto dell’Osservatorio antisemitismo relativo al 2016, nel nostro Paese si sono verificati 130 episodi di carattere antisemita tra offese, insulti, minacce, vandalismo, diffamazione e graffiti. Crescono l’hate speech e le espressioni di antisemitismo nel web come evidenzia il linguaggio offensivo, brutale, violento nei forum online; aumentano inoltre i profili e i gruppi Facebook carichi di insulti e stereotipi antiebraici, tanto che l’Osservatorio curato dalla Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea ne ha censiti 300. (Roc – 10 dic)
