Roma, 11 dic – Non è un addio definitivo al suo partito, ma non è neanche un no all’ipotesi di un partito nuovo quello che Matteo Renzi affida a Vanity Fair, che pubblica l’intervista all’ex segretario Pd e presidente del Consiglio nel giorno della sua rinuncia a candidarsi alle primarie del partito. “Io mi sono dimesso da segretario del Pd, ho smesso di occuparmene. Sono stato il parafulmine ideale per tutti i problemi, ho smesso… Ho vinto due volte le primarie col 70% e dal giorno dopo mi hanno fatto la guerra. Questo non è il modo giusto per rispettare una comunità” afferma. E alla domanda diretta “vuole ancora restare nel Pd?” risponde: “Voglio fare l’opposizione a questo governo perché mi preoccupa. E per fare l’opposizione serve che tutti ci diamo una mano. Col Pd, i comitati civici, in tutti i modi”. Poi torna a ribadire il bene fatto dal suo governo: “Tutti mi spingono a dire che abbiamo sbagliato tutto, che dobbiamo stare zitti. Ma noi abbiamo fatto tante cose e io le rivendico, non cedo all’abiura. Io penso che gli italiani abbiano sempre ragione. Punto. Se hanno scelto di farsi un giro con Salvini e Di Maio vanno rispettati…. Chi perde sbaglia sempre. Io mi sono dimesso, l’unico. Quindi adesso che cosa devo dire: che i migranti vanno fatti affogare? Che il Jobs Act è stato un errore? Non lo dico. Certo, bisogna fare di più e meglio, ma non sarò mai come Salvini, che fa lo sciacallo, postando la foto di una minorenne e aizzando i commenti contro, o come Di Maio, che fa da prestanome al padre. Questa è la strada per prendere i voti? Pace, non li prendo”, “quello che abbiamo avviato in tre anni di governo è una rivoluzione della politica italiana – abbiamo portato in politica una nuova generazione, e le donne – che le elezioni non hanno bloccato. Le rivoluzioni durano più che un’elezione, tornerà il nostro tempo. Magari verrà fuori una giovane donna. Magari una che oggi sta frequentando il liceo o l’università”. E guarda quindi alla “onda verde”, ambientalista, europeista, giovane, digitale, che dalla Germania si oppone al blocco sovranista: “Katharina Schulze, la trentatreenne che ha vinto in Baviera, ha un programma che in larga parte sottoscriverei domani mattina. Ma lei non è solo l’ambientalista, è un modello di partito nuovo che c’è in Europa. In Spagna lo è Ciudadanos, in Francia lo è en Marche di Macron, in Italia non c’è. Questo è il problema”. (PO / red)