Nicola Zingaretti lancia la sfida nel e del Pd. “Non possiamo permettere che questa bellissima Italia venga governata da questo manipolo di incapaci che stanno mettendo a rischio il futuro del Paese. Lo so che è difficile ma è il momento di metterci in campo non per noi ma per il Paese”. Il governatore della Regione Lazio, uscendo dalla sede Pd di via del Nazareno, rilancia: “Voglio un cambiamento radicale e credo che bisogna riconquistare la fiducia della gente con idee nuove e rinnovando un gruppo dirigente segnato dalla storia di questi anni. Io ho fatto l’amministratore in questi anni e penso che la missione di una persona che in questi anni ha tentato di risolvere possa servire. Cambiare-unire-rinnovare sono tre parole anche più importanti di qualsiasi programma, perché altrimenti non si può essere credibili”. In coda, la polemica sulle primarie in Sicilia, dove “stiamo vedendo un esempio di partito che io non voglio, con forti ingerenze di un altro partito e troppe decisioni prese a maggioranza. Così si distrugge, non si costruisce”. La replica dei senatori Pd siciliani, Valeria Sudano, Leonardo Grimani e Salvatore Margiotta è immediata: “La polemica sulle primarie in Sicilia, è del tutto infondata, e mira solo ad abbattere l’’avversario’ Faraone. Le parole che ha usato Zingaretti fanno riflettere. Il metodo è chiaro e tristemente noto, Faraone è ampiamente in testa, l’unico modo per sconfiggerlo per gli amici di Zingaretti è allora annullare le primarie No, caro Zingaretti, è il tuo modello di partito che ci inquieta e non poco”.
(SIs)