Roma, 13 dic – Le statistiche mostrano risultati scoraggianti riguardo alle posizioni di leadership occupate dalle donne. Il progetto#100BestWomenInCulture (#100BeWInCulture) si pone un duplice obiettivo. “Mostrare gli ottimi risultati ottenuti dalle donne del settore culturale e segnalare una problematica di tipo socio-culturale – si legge nel Manifesto del progetto -. Non sarebbe di fatto così necessario e così impellente mostrare questa classifica, se quest’ultima non significasse parimenti l’esposizione di una battaglia quotidiana contro le discriminazioni di genere”. “Il report investe due aspetti di fondamentale importanza nella temperie storica che stiamo vivendo – spiega la team leader Giusy Sica -: da una parte un necessario rilancio del valore della cultura, dall’altra la presenza femminile nel mondo del lavoro. Entrambi soggetti quasi a una negazione: il primo nei confronti dell’ambito scientifico, nonostante una possibile sinergia da riscontrarsi in un approccio Steam, la seconda nei confronti di una storia politica e lavorativa che, troppo spesso, ha portato a risultati tanto di esclusività quanto di esclusione”. “Cultura e donne, andando oltre il senso stereotipato, hanno in comune molto più di quanto si possa credere – prosegue Giusy Sica -. Se ancora la didattica omette una fervida letteratura femminile (fatta dalle donne e non solo per le donne) allora si rende necessario mettere in luce quali siano le posizioni ricoperte dalle donne nella cultura”. Un’attenzione, in particolare, è rivolta al loro “percorso impervio, troppo spesso additato, sorretto da un’analisi per fasce d’età, per raggiungerle. Per il resto, il naming parla da solo”, conclude la team leader del Think-tank Re-Generation (Y)outh. (PO / Red)