New York, 13 dic- Infatti, la proposta iniziale di Risoluzione Onu, presentata il 12 novembre scorso, senza una preventiva approfondita discussione fra tutti gli Stati membri all’Organizzazione Mondiale della Sanità, risultava molto disequilibrata. In particolare, chiedeva agli Stati di adottare forme di tassazione supplementari e altre disposizioni restrittive su svariati alimenti che venivano penalizzati perché qualificati ad alto contenuto di grassi, zuccheri e sali, senza il supporto di un oggettivo, sufficientemente comprovato, fondamento scientifico. Invece, il testo finale della Risoluzione approvata rispetta il nostro patrimonio culturale e gastronomico, riassumibile nella ‘Dieta Mediterranea’: un insieme di alimenti esplicitamente riconosciuto dall’Unesco come modello di regime bilanciato e salutare, caratterizzato da tradizioni consolidate e da prodotti naturali e di qualità, proprio come quelli italiani. La Farnesina mantiene sempre alta la sua vigilanza internazionale volta ad assicurare la costante promozione e tutela dei prodotti agroalimentari italiani sui mercati esteri. Comparto, quest’ultimo, fondamentale per la nostra economia, con oltre 132 miliardi di fatturato, 41 miliardi di esportazioni e un’encomiabile tendenza alla crescita.
(BIG ITALY / Sis)