Il presidente della Regione Calabria Mario Oliviero è stato raggiunto dall’obbligo di dimora a San Giovanni in Fiore, nell’ambito di una operazione di della Guardia di Finanza di Cosenza che indaga su presunte irregolarità nell’affidamento di appalti pubblici, insieme ad altre 16 persone: i reati contestate agli indagati sono di falso, corruzione e frode in pubbliche forniture. “Di fronte ad accuse infamanti ho deciso di fare lo sciopero della fame – è la replica di Oliverio – La mia vita e il mio impegno politico e istituzionale sono stati sempre improntati al massimo di trasparenza, di concreta lotta alla criminalità, di onestà e rispettosa gestione della cosa pubblica. “I polveroni sono il vero regalo alla mafia. Tra l’altro l’opera oggetto della indagine non è stata appaltata nel corso della mia responsabilità alla guida della Regione. Quanto si sta verificando è assurdo. Non posso accettare in nessun modo che si infanghi la mia persona e la mia condotta di pubblico amministratore. Sarebbe come accettare di aver tradito la fiducia dei cittadini. Chiedo chiarezza! Lotterò con tutte le mie energie perché si affermi la verità”. Proprio oggi Danilo Toninelli, ministro delle Infrastrutture, si trova in Calabria per parlare “di opere di cui va completata la costruzione o la manutenzione il prima possibile, per migliorare la vita delle persone e dare nuovo slancio all’economia della regione. Perché il Paese non riparte davvero se non riparte il Sud” e ha auspicato “che Oliviero possa chiarire la situazione”. Più netta la ministra della Salute Giulia Grillo: “Ma è la stessa persona che qualche giorno fa si lamentava delle scelte del Governo di nominare i commissari in Calabria per riportare trasparenza, legalità e merito, e per garantire una sanità migliore ai cittadini calabresi? Continuerò a battermi per dividere politica e sanità”.