Roma, 17 dic – “Ho sempre creduto nella giustizia più di tutto, il mio Dio è la giustizia”: è forte il sostrato etico che anima le opere di Simonetta Agnello Hornby, premiata oggi in Senato con il Premio Penna d’Oro. L’autrice di romanzi di straordinario successo come “La Mennulara” – pubblicato da Feltrinelli nel 2002 e tradotto in tutto il mondo – è nata a Palermo nel 1945, ma vive dal 1972 a Londra ed è cittadina italiana e britannica. Laureata in giurisprudenza all’Università di Palermo, ha aperto a Brixton lo studio legale “Hornby&Levy” specializzato in diritto di famiglia e minori. Un impegno per gli altri che si è riversato appieno nella sua attività di scrittura. Agnello Hornby nell’albo d’oro del premio – nato nel 1957 in memoria di Giovanni Papini – succede a grandi protagonisti della letteratura e del giornalismo come Salvatore Quasimodo, Eugenio Montale, Carlo Emilio Gadda, Giuseppe Prezzolini, Alberto Moravia, Ugo Spirito, Riccardo Bacchelli, Mario Soldati, e, più recentemente, Paolo Mieli, Eugenio Scalfari, il cardinale Gianfranco Ravasi e lo scorso anno Piero Angela. (PO / SEGUE)