Roma, 18 dic – Salute e attenzione agli stili di vita, importanza all’istruzione e alla formazione, ma anche sicurezza verso la criminalità. Sono questi i valori cui aspirano gli italiani, mentre la crisi ha messo a repentaglio i rapporti sociali e la fiducia nelle istituzioni. E’ quello che emerge dal Rapporto sul Benessere equo e sostenibile dell’Istat, da cui risulta che dei 12 domini del benessere equo e sostenibile ottiene il punteggio più alto la salute, mentre quello più basso va alla politica e alle istituzioni, ciò dimostra un certo distacco dei cittadini verso la cosa pubblica. Nelle valutazioni emergono importanti differenze tra generazioni e livelli di istruzione. I giovani tra i 18-29 anni attribuiscono più importanza alle relazioni sociali (con una distanza dell’0,7% rispetto ai più anziani), alla ricerca e innovazione così come sono soddisfatti della propria vita (attestandosi entrambi al +0,6%). Mentre i più anziani, dai 65 anni in su, danno più importanza alla sicurezza personale (con una distanza di 0,4 rispetto ai più giovani), così come le persone con un livello più basso di istruzione (con una distanza rispetto ai laureati di 0,4) che sono più vulnerabili. Chi ha, invece, almeno una laurea mostra più sensibilità per temi come l’innovazione (+0,9), il paesaggio (+0,7), e considerano rilevanti per il proprio benessere la politica ed il lavoro (entrambi +0,6) rispetto a chi ha al massimo la licenza media. Nel complesso delle misure del Bes la situazione è in miglioramento: quasi il 40% degli indicatori, infatti, rivela una variazione positiva rispetto all’anno precedente, mentre sono inferiori ma significative le percentuali che peggiorano (31,8%) o rimangono stabili (29,1%). I domini con maggiori andamenti positivi sono: Innovazione, ricerca e creatività, (86%), Benessere economico (80%), Lavoro e conciliazione dei tempi di vita (67%). A presentare maggiore criticità nel breve periodo è il dominio delle relazioni sociali (con oltre un terzo degli indicatori in peggioramento). A livello territoriale si conferma un gradiente Nord-Sud, già osservato nei precedenti rapporti. Appare, inoltre, generalizzato, un miglioramento degli indici su lavoro, benessere economico e ambiente, mentre arretrati l’istruzione, le relazioni sociali, la politica e la soddisfazione della vita. Tra le novità di questo Rapporto Bes c’è la sezione di due approfondimenti tematici: il primo analizza la relazione tra Benessere soggettivo e altri indicatori di benessere concentrandosi su 3 fasi (prima, durante e dopo la crisi economica del 2013); il secondo fa un’analisi delle diseguaglianze verticali per regione in alcuni domini del Bes.
(SEGUE)