Rieti, 6 nov – Rieti sarà per la prima volta, sede del 61° Congresso Nazionale di Intercultura che si terrà dal 7 al 9 novembre, presso l’Auditorium Varrone. L’evento è stato organizzato nel capoluogo sabino, in stretta collaborazione con la Fondazione Varrone, un ente che si è distinto a livello nazionale, per l’erogazione di borse di studio annuali per gli USA e quest’anno anche per la Cina, con un exploit di 50 domande di partecipazione nell’ultimo bando. Questi dati particolarmente positivi hanno attestato il Centro locale di Rieti, come uno dei più attivi di Italia. Oltre 200 volontari dell’Associazione, provenienti da tutta Italia, nell’anno europeo del dialogo interculturale, durante il Congresso Nazionale avranno l’opportunità di approfondire la riflessione sul valore pedagogico degli scambi interculturali e di sviluppare ulteriormente il progetto di collaborazione con il mondo della scuola per contribuire alla formazione internazionale delle nuove generazioni. I lavori del Congresso inizieranno venerdì alle ore 17.30 presso il prestigioso Auditorium della Fondazione Varrone, con un appuntamento aperto a tutta la cittadinanza. Alla presenza delle massime autorità locali e dei vertici di Intercultura e della Fondazione Varrone, in anteprima nazionale verrà presentata la ricerca “L’immagine dell’altro tra gli adolescenti italiani”, una studio sulla percezione dell’alterità tra gli studenti delle scuole secondarie di otto province italiane condotto da ricercatori delle università di Verona, Padova, Siena e Bari. “E’ importante la presenza dei massimi esponenti di Intercultura a Rieti, perché significa che la nostra città si è imposta all’attenzione nazionale per aver creduto negli scambi interculturali e nei giovani – ha commentato il presidente della Fondazione Varrone, Innocenzo de Sanctis – il nostro Paese ha purtroppo il numero più basso in Europa di scambi culturali o di studenti che partono per un periodo di studio all’estero. Auspico al Congresso un’ampia partecipazione delle scuole di Rieti, nella quali da tempo si registra la presenza di molte etnie. Nella città si gioca la sfida interculturale, e dobbiamo impegnarci per raggiungere un maturo e consapevole approccio con l’altro”.
(Sis)