Roma, 19 dic – “In queste settimane, durante le quali i canali del dialogo non si sono mai interrotti, abbiamo lavorato per avvicinare le posizioni, senza mai arretrare rispetto agli obiettivi che, con il voto del 4 marzo, gli italiani hanno ritenuto prioritari nell’azione di Governo”. Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, nel corso dell’informativa in Senato in merito alla trattativa con l’Ue sulla manovra, che ha visto scongiurata l’ipotesi della procedura d’infrazione. “Abbiamo pienamente salvaguardato la nostra impostazione della manovra di bilancio. Non abbiamo ceduto sui contenuti fermi nelle determinazioni assunte con il contratto di Governo, cioè rispondere all’esigenza, fortemente avvertita, di invertire le politiche di rigore che negli anni passati hanno aggravato la crisi”. Il premier ribadisce come “reddito di cittadinanza e quota 100 partiranno nei tempi che avevamo previsto”, sottolineando che “le risorse effettivamente necessarie per la realizzazione dei due principali interventi erano – e sono – inferiori a quelle inizialmente previste. Ciò ha permesso di ridurre il disavanzo dal valore inizialmente stimato del 2,4 per cento ad un valore attestato intorno al 2,04 per cento, senza per questo modificare, né nei contenuti né con riguardo alla platea dei destinatari, né con riguardo ai tempi di attuazione già originariamente previsti gli interventi più importanti programmati”. Nella lettera inviata alla Commissione europea, “oltre a riferire sulle nuove quantificazioni delle misure di spesa – spiega Conte – ho rilevato che le modifiche dovranno necessariamente tenere conto dell’evoluzione del quadro macroeconomico, che evidenzia, un conseguente peggioramento, principalmente dovuto al cattivo andamento del commercio internazionale. Il rallentamento del ciclo economico impone adesso un aggiornamento delle previsioni di crescita, con l’indicazione di un Pil programmatico all’1 per cento per l’anno prossimo, con una variazione che si ripercuote per certi versi anche positivamente sui saldi di bilancio e sull’entità della correzione strutturale richiesta dal patto di stabilità e di crescita”. (SEGUE)