Roma, 19 dic – Un altro punto toccato da Mattarella nel suo discorso riguarda le prospettive del rapporto tra il nostro Paese e la Ue: “In Italia non viene posta realmente in dubbio in maniera significativa la scelta europea ma questo non è sufficiente. L’Italia è un Paese fondatore dell’Unione europea e deve svolgere al suo interno un ruolo da protagonista” afferma il capo dello Stato, evidenziando come l’Europa non sia un “‘vincolo esterno’ ma piuttosto un moltiplicatore della nostra influenza internazionale della nostra capacità di espansione economica e commerciale, oltre che della preziosa libertà di movimento, particolarmente per i nostri giovani. Ho valutato molto positivamente, anche per questa ragione, la scelta del Governo di avviare un dialogo costruttivo con la Commissione europea – che ha agito con spirito collaborativo – sulla manovra di bilancio per giungere a soluzioni condivise, raggiunte in questi giorni”. Riflettendo sulla società italiana, che il Censis ha definito “incattivita”, Mattarella sottolinea come “ricercare coesione nel tessuto sociale costituisce una necessità, oltre che un dovere, per le istituzioni. Il contrasto degli interessi e la competizione delle idee non devono spingersi fino a generare ostilità, delegittimazione, intolleranza perché la democrazia non teme la diversità – al contrario, ne ha bisogno – ma va sempre coltivato e difeso il senso del futuro comune. È necessario contrastare la tendenza alla disgregazione, al ripiegamento su se stessi che si manifestano diffusamente in ambito interno e in ambito internazionale. Anche per questo, in una fase di rallentamento dell’economia, il lavoro resta, come sempre, la priorità dell’impegno pubblico. Il tasso di occupazione – aggiunge Mattarella – è inferiore alla media europea, e particolarmente penalizzati sono il lavoro femminile e quello dei giovani”. Nel suo discorso il capo dello Stato menziona inoltre la vicenda del crollo del Ponte Morandi a Genova (“oggi una grande questione nazionale: dalla sua ricostruzione dipende un collegamento vitale per la città e anche una parte della nostra credibilità internazionale”) mentre all’inizio del discorso ricorda Antonio Megalizzi, il giovane giornalista italiano ucciso nell’attentato di Strasburgo la cui salma ha accolto ieri a Ciampino: “Nel ribadire la solidarietà e la vicinanza ai familiari, alla sua fidanzata, ai suoi amici, respingiamo, con la forza della nostra cultura e della nostra storia, chi vorrebbe instaurare nel mondo un clima di paura, di odio, di fanatismo” sono state le parole del capo dello Stato. (Roc)