Per l’Italia mantenere rapporti costruttivi con l’Europa “è fondamentale. Perché l’Europa ha bisogno dell’Italia e l’Italia ha bisogno dell’Europa. Ho sempre ritenuto possibile coniugare il rispetto dei parametri di bilancio con la necessità di politiche capaci di andare oltre una austerity da praticare sempre e comunque”. Così a Il Giornale la presidente del Senato, Elisabetta Alberti Casellati, per la quale le europee di maggio vedranno confrontarsi “visioni molto diverse di intendere l’Europa. E se di “storico”, per ora, ci sono solo toni e aspettative di cui è stata caricata questa tornata elettorale, dopo maggio – comunque dovesse andare il voto – io spero che alla storia passi soprattutto la possibilità di rigenerare la comunità sovranazionale e renderla più vicina alle aspettative dei cittadini”. “L’Europa, per tornare ad essere credibile agli occhi dei cittadini, deve occuparsi di temi percepiti come più impellenti da parte della gente, ovvero diritto alla sicurezza, contrasto all’immigrazione illegale e al terrorismo, lavoro, crescita, benessere. E deve pretendere il rispetto delle regole comuni con lo stesso rigore con cui oggi pretende il rispetto dei parametri economici”. La seconda carica dello Stato, fortemente impegnata per il rispetto della parità tra i generi, torna sul tragico argomento del femminicidio sottolineandone la complessità: “In questo caso le leggi non bastano se non cambiano le menti. Ci vuole una rivoluzione culturale per estirpare certi stereotipi ancora presenti. E la strada è ancora lunga”. E più preoccupata o fiduciosa rispetto alla situazione economica del Paese? «Sono preoccupata, come preoccupati sono tutti gli italiani che hanno a cuore il Paese. Ma sono altrettanto fiduciosa. L’Italia ha tutte le carte in regola per uscire da questa fase economica. Se è vero infatti che scontiamo in Europa e sui mercati un elevato debito pubblico, è altrettanto vero che da decenni i conti del nostro Paese registrano un significativo avanzo primario. Nella vita reale non spendiamo più di quanto possiamo permetterci, e questo rende il sistema Italia molto più solido e affidabile di quanto si possa pensare. Possiamo e dobbiamo quindi avere fiducia”. (21 DIC / red)
