Roma, 21 dic – “Anche se approvata da Bruxelles la manovra resta squilibrata dal lato della domanda mentre l’intero mondo delle imprese, quello che si è ritrovato a Torino e poi ai tavoli convocati in rapida successione da Salvini e Di Maio, chiede infrastrutture e provvedimenti per la crescita come condizioni per creare lavoro. Non siamo soddisfatti di come si va configurando la manovra nel concreto. È un errore ostinarsi a costruire una legge di bilancio tutta orientata alla spesa e sprovvista di misure perla crescita”. Così al Messaggero Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria, per il quale sarebbe stato meglio un intervento serio sul cuneo fiscale, riducendo il costo del lavoro invece di puntare tutto sul Reddito di cittadinanza, le cui risorse “possono e devono essere utilizzate come ponte verso il mondo del lavoro e non come mezzo per distribuire assistenza. In questo caso siamo pronti a disponibili a dare una mano”. Anche su Quota 100 il governo ha fatto marcia indietro, allungando i tempi e restringendo la platea. “È una conseguenza e comunque va letto come atto di buon senso e responsabilità del governo per uscire dalla procedura di infrazione sul debito”. Sul fronte delle tasse come giudica Confindustria la web tax e l’ecotassa che minaccia di spiazzare proprio le auto costruite in Italia? “Si tratta di due diverse categorie di problemi. Bisogna sempre capire e prevedere gli effetti sull’economia reale e la compatibilità con gli obiettivi. Nel primo caso occorre non penalizzare le imprese e il Paese, che già vivono un significativo digital divide; nel secondo il concetto è ricorrente: occorre sempre confrontarsi per evitare decisioni affrettate che poi si riverberano contro il Paese. Anche nel settore del gioco l’aumento eccessivo della tassazione porterà a favorire la filiera illegale e a contrarre l’occupazione. Confidiamo che in futuro prevalga il confronto”. (red)