Roma, 21 dic – Passaggio velocissimo di fronte alle Commissioni Affari costituzionali e Giustizia per il ddl anticorruzione che in una sola giornata è stato trasmesso all’Aula per la terza e definitiva lettura, con la bocciatura degli otto emendamenti considerati ammissibili (su 26 presentati). Altra proposta arrivata dal Senato destinata a un iter velocissimo è quella che istituisce la Bicamerale d’inchiesta sui fatti accaduti nella comunità “Il Forteto” di Vicchio: confermato il testo di palazzo Madama (solo due emendamenti presentati, entrambi bocciati). Via libera definitivo atteso alla ripresa dei lavori. Le Commissioni Affari costituzionali ed Esteri hanno invece avviato il dibattito su una risoluzione del Pd che chiede al Governo di attivarsi per garantire i diritti umani in Eritrea e l’asilo politico ai cittadini di quel Paese fino al completo ristabilimento delle libertà civili e all’abolizione del servizio militare obbligatorio. Chieste sempre dai dem alcune audizioni, mentre il M5S ha preannunciato un proprio documento sul tema. In Commissione Affari costituzionali il testo unificato dei ddl sul referendum propositivo presentato la scorsa settimana dalla relatrice Dadone (M5S) è stato ufficialmente adottato come testo base. Secondo la proposta, il Parlamento avrà un anno e mezzo per approvare una proposta di legge d’iniziativa popolare (serviranno sempre 500mila firme). Se non dovesse rispettare questo termine, sul testo verrà indetto un referendum, a meno che esso non rispetti i principi fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione e dall’ordinamento europeo, se è ad iniziativa riservata, se presuppone intese o accordi, se richiede una procedura o una maggioranza speciali per la sua approvazione, se non ha copertura finanziaria o se non ha contenuto omogeneo. Criteri questi che vengono valutati dalla Corte Costituzionale prima della presentazione della proposta alle Camere, purché siano state già raccolte 100mila firme. Ma anche se il Parlamento approva a proposta in un testo diverso da quello presentato e i promotori insistono, viene indetto comunque un referendum per scegliere quale dei due deve entrare in vigore: l’elettore potrà anche votare a favore di entrambi e vincerà quello che avrà comunque ottenuto più voti. Scelto il testo base anche della proposta sull’istituzione della Commissione nazionale per la promozione e protezione dei diritti umani: è quello a prima firma del Cinquestelle Scagliusi. (segue)