Con 167 voti favorevoli, 78 voti contrari e 3 astensioni, l’Assemblea di Palazzo Madama, nella seduta di sabato 22 dicembre, ha rinnovato la fiducia al Governo, approvando il maxiemendamento alla manovra. L’Aula ha poi approvato la seconda Nota di variazioni presentata dal Governo e ha proceduto alla votazione finale del ddl, che torna alla Camera per la terza lettura.
BAGARRE. Sul piede di guerra le opposizioni, con il Pd che ha annunciato il ricorso alla Consulta: “Siete contenti di questo risultato? – scrive su Facebook il capogruppo a Palazzo Madama Andrea Marcucci mentre era in corso l’esame del provvedimento – Avete umiliato per giorni l’intero Parlamento, avete preso in giro anche la vostra maggioranza. È quasi mezzanotte, discutiamo un documento-la legge di bilancio- che è la più importante per la vita di tutti noi, di tutti voi, che nessuno qui dentro ha mai potuto leggere. Siete degli incapaci assoluti, siete pericolosi: le due cose messe insieme, rendono l’idea dei rischi che corre la democrazia. Ma con questa legge di bilancio che stracciate in piena notte ad un’Aula umiliata, pagherete un conto salatissimo quando saranno gli italiani a rendersi conto dei tagli che avete prodotto. Il Pd fará ricorso alla Corte Costituzionale ed uscirà dall’Aula al momento del voto.
Non vogliamo contribuire in alcun modo a questo disastro”. “A questo governo – scrive invece la presidente dei senatori di Forza Italia, Anna Maria Bernini – manca una filosofia di fondo, non c’e’ un’idea di paese, c’e’ solo la spartizione di potere fra due partiti distinti e distanti che hanno in comune solo un contratto privatistico. Noi invece, il nostro contratto l’abbiamo firmato pubblicamente con gli italiani. Ed e’ un contratto di centrodestra che non prevede l’assistenzialismo di Stato. Noi non avremmo mai tagliato i soldi alla gente che guadagna 1300 euro al mese, che costituisce il cuore pulsante del paese, soldi che serviranno per pagare il reddito di cittadinanza. Avevate promesso 780 euro e ora, dopo il confronto con l’Ue, darete ai poveri appena 83 euro al mese, una somma che non basta neppure per fare la spesa per una settimana. Mutuando la sloganistica del vicepremier Luigi Di Maio, ci viene da dire: da 780 a 83 euro fatto! 800 milioni in meno alle Ferrovie, fatto! Tagliati gli incentivi a imprese e artigiani, fatto! Piu’ poverta’ per tutti, fatto!”. “Sabato notte di lavoro in Senato, stanchino ma soddisfatto per quello che stiamo facendo per gli Italiani – ha scritto invece il vicepremier Matteo Salvini su Facebook – I senatori del Pd sono usciti dall’aula urlando e sono andati a casa, che peccato. . .” aggiunge con ironia Salvini. (Roc – 23 dic)