Roma, 24 dic – Il silenzio attorno, noi al caldo di un fuoco acceso. È la storia millenaria di una natura che trattiene il respiro. “Inverno. Il racconto dell’attesa” è il nuovo libro di Alessandro Vanoli (Il Mulino). Raccontare l’inverno significa parlare di una parte profonda della storia umana: le grandi glaciazioni, la lotta per la sopravvivenza, ma anche l’idea di rinascita connessa ai miti e alle feste più antiche. Stagione della sospensione, tanto dei lavori agricoli quanto della guerra, è uno dei momenti forti dell’anno, scandito da riti religiosi e dalla speranza di rinnovamento che essi esprimono. Inseguirla nei secoli ci riporta a cacciatori, malattie, estenuanti ritirate militari, al gelo dei monasteri, e poi a esseri fatati nascosti nel cuore della terra, a lunghe veglie davanti al fuoco nel raccoglimento dell’intimità domestica. Un ovattato intervallo bianco, festivo e mortale nel contempo, che continua a sollecitare il nostro immaginario. Vanoli, storico e scrittore, è esperto di storia mediterranea. Tra i suoi libri per il Mulino: “Andare per l’Italia araba” (2014), “Quando guidavano le stelle” (2015), “La Sicilia musulmana” (2016), “L’ignoto davanti a noi” (2017) e, con Franco Cardini, “La via della seta” (2017). (Red)