Roma, 24 dic – POLITICHE FISCALI. Le disposizioni fiscali contenute nel disegno di legge di bilancio 2019 sono state profondamente modificate nel corso dell’esame parlamentare, sia sul versante degli interventi volti a stimolare la crescita, sia per quanto riguarda le misure di prelievo tributario, ad esito del negoziato sull’entità della manovra economica condotto dal Governo con l’Unione Europea. In particolare – come evidenziato dalla comunicazione resa al Parlamento dal Presidente del Consiglio e dal Ministro dell’economia e delle finanze – sul versante delle entrate, nell’ottica dell’alleggerimento dei saldi di finanza pubblica sono stati previsti ulteriori interventi aggiuntivi, di cui sarà richiamato in seguito il contenuto. Nell’alveo di detti interventi si segnala, in primo luogo, la rimodulazione delle cd. clausole di salvaguardia per gli anni 2020 e 2021. Da un lato il disegno di legge approvato dal Senato conferma, come previsto dal testo originario del disegno di legge, la sterilizzazione degli aumenti delle aliquote IVA per l’anno 2019. Dall’altro lato, in risposta alle predette esigenze di finanza pubblica e ad esito delle modifiche introdotte al Senato (commi 2-5): viene confermato l’aumento dell’IVA ridotta dal 10 al 13% dal 2020; si prevede l’aumento di 0,3 punti percentuali per il 2020 e di 1,5 punti percentuali a decorrere dal 2021 – che si somma ai già previsti aumenti – dell’IVA ordinaria, fino al 26,5% (in luogo delle riduzioni previste, per tali anni, dalla formulazione originaria del disegno di legge); la clausola di salvaguardia è rimodulata in aumento anche per le accise, in luogo della parziale riduzione prevista nel testo originario.
(SEGUE)