Roma, 26 dic – “E’ molto rischioso per un paziente obeso sottoporsi ad un intervento chirurgico. – commenta Perazzini -. Stiamo parlando di pazienti che superano i cento chili di peso. Si tratta di operazioni chirurgiche che possono essere realizzate, ma i rischi sono maggiori sia durante l’intervento sia in una fase posto operatoria che si manifesta con difficoltà di recupero di un’ autonomia deambulatoria. Operare un paziente obeso è sicuramente più difficile, anche l’anestesista è costretto a usare un quantitativo di farmaci maggiore quindi maggiori potrebbero essere le complicanze, come per lo stesso chirurgo che si trova a operare su un ginocchio o una gamba con un diametro maggiore. Per queste innumerevoli ragioni, è fondamentale, prima di un intervento chirurgico, sottoporre i pazienti a una dieta proteica, che permetta un consumo del grasso accumulato e quindi una perdita di peso sufficiente ad intervenire minimizzando i rischi”. Le abitudini alimentari dei bambini sono strettamente connesse a quelle degli adulti, è fondamentale riuscire a far adottare alle nuove generazioni, un regime alimentare equilibrato, dove il cibo spazzatura, per quanto presente possa essere ridotto ai minimi termini. L’educazione alimentare parte all’interno delle mura domestiche – ha concluso Perazzini –. Se in una famiglia mamma e papà sono sovrappeso, lo saranno anche i bambini, il cane e il gatto”. (red)