Roma, 10 nov – “La prima esigenza – spiega – è evidentemente quella di realizzare una realistica mappatura della presenza dei “cervelli” italiani che sono all’estero per lavoro o per formazione. Il ministero degli Esteri, attraverso i suoi terminali diplomatico-consolari, dovrebbe raccogliere, verificare e sviluppare gli elementi già acquisiti in passato e ricomporre un quadro della situazione. Non si dovrebbe trattare, evidentemente, di semplici e schematici elenchi, ma di una rappresentazione capace di restituire le articolazioni territoriali e i campi di specializzazione in modo da porre le basi di contatti e iniziative specifici e omogenei”. Fedi afferma quindi che “un più preciso quadro di riferimento sarebbe utile anche per programmare e realizzare in modo ragionato una serie di accordi multilaterali e bilaterali volta a favorire e moltiplicare programmi di scambi e di collaborazione tra università e istituti di ricerca. In una prospettiva di questo genere – prosegue – si tratterà di razionalizzare il sistema del riconoscimento delle qualifiche e dei titoli posseduti o conseguiti, in modo da offrire un quadro di certezze a tutti coloro che oggi si muovono nel mondo sulla base di scelte e iniziative individuali”. Il parlamentare del Pd ha quindi concluso insistendo sull’urgenza della “realizzazione di una rete di comunicazione tra gli stessi ricercatori, affinché notizie, esperienze, possibilità di sviluppo entrino in un circuito virtuoso e possano essere utilizzati anche per meglio coordinare e indirizzare le proposte comuni”.
(Sis)