Roma, 26 dic – Statistica del 13 marzo 2018: i lavoratori italiani continuano ad essere tra i meno pagati in Europa posizionandosi, a tutti i livelli, in fondo alla classifica “Global 50”, il ranking della società di consulenza internazionale Willis Towers Watson, che confronta le retribuzioni di 60 Paesi considerando il lordo, il netto ed il relativo potere d’acquisto. L’alto livello di tassazione del paese e l’alto costo della vita (in rapporto alla media dell’Europa Centro-Occidentale) fanno sì che il “potere d’acquisto” di uno stipendio italiano sia notevolmente inferiore a quello della maggior parte dei paesi europei, compresi Paesi Bassi, Irlanda, Francia, Austria, e tutti i paesi scandinavi. La Svizzera rimane il Paese con le retribuzioni più alte. Dal report emerge come, con caratteristiche specifiche in base al livello, questa considerazione coinvolga indifferenziatamente top manager, middle manager ed entry level. Per quanto riguarda i middle manager, il ranking vede svettare gli svizzeri, che mediamente trovano al primo rigo della busta paga l’equivalente di 147.436 euro di fisso all’anno. Al secondo posto ci sono i tedeschi con 99.853 euro di media e a chiudere il podio i danesi con 99.591 euro. A seguire figurano, nell’ordine, i dirigenti intermedi del Lussemburgo, dell’Austria e dell’Olanda, seguiti da Belgio, Norvegia, Irlanda e Regno Unito. L’Italia si piazza dietro le altre economie europee, dalla Francia (77.460 euro) alla Spagna (70.501). In particolare è 15esima sui 21 Paesi dell’Europa centrale e occidentale con un reddito annuo lordo di 69.387 euro. Dietro di noi solo Grecia, Slovenia/Portogallo, Repubblica Ceca, Polonia e Slovenia, con i manager del Paese slavo che devono “accontentarsi” in media di 41.271 euro.
(Red)