Roma, 27 dic – Continua l’intenso lavoro di monitoraggio ed analisi dei ricercatori dell’ Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) doppo la scossa di terremoto di magnitudo 4.9 che si è registrata alle ore 3.19 nella notte tra il 25 e il 26 dicembre con epicentro tra Viagrande e Trecastagni, in provincia di Catania. L’Osservatorio Etneo dell’Ingv sta continuamente monitorando l’evolversi dei fenomeni in stretto contatto con la Protezione Civile. Sui blog INGVterremoti e INGVvulcani è possibile leggere un approfondimento sull’attività sismica che ha proceduto e seguito la scossa. Si è trattato, secondo gli esperti, di “uno dei terremoti più energetici mai registrati sul vulcano”. L’evento sismico, di magnitudo Ml pari a 4.8, Mw 4.9, è stato localizzato 1 km a sud dall’abitato di Lavinaio, alla profondità di circa 1 km sotto il livello del mare. Circa un paio di ore prima, alle ore 01:09 italiane, il terremoto era stato anticipato da un’altra scossa, di magnitudo Ml 3.3, localizzata poco più a nord-est e alla stessa profondità. Come spiegano ancora i ricercatori Ingv “il terremoto delle ore 03:19 è verosimilmente legato all’attivazione della faglia Fiandaca e della faglia di Pennisi, due delle strutture più meridionali del sistema tettonico delle Timpe. Il danneggiamento maggiore è infatti distribuito lungo tali strutture vulcano-tettoniche, insieme ai vistosi effetti di fagliazione superficiale associati all’evento sismico. La distribuzione del danneggiamento e l’estensione della fagliazione sono molto simili a quelle riportate dalle fonti storiche per il terremoto dell’8 agosto 1894 (Mw 4.6), che ha rotto la faglia di Fiandaca per l’intera lunghezza. (SEGUE)