Roma, 27 dic – L’economia meridionale tiene un passo moderato, ma sempre più lento rispetto a quello seguito negli ultimi due anni, spinto dagli investimenti delle imprese, in particolare di quelle manifatturiere, e da una discreta performance sui mercati esteri. La fiducia resta abbastanza positiva, così come discrete restano le attese delle imprese industriali riferite a produzione e ordini. Ma i risultati meno lusinghieri delle micro imprese, tuttora prevalenti al Sud, il rallentamento dell’occupazione e del credito bancario, la situazione congiunturale complessiva del Paese e, soprattutto, una crescente debolezza dell’attore pubblico nel sostenere, con gli investimenti, la crescita economica dipingono una immagine del Mezzogiorno in cui gli elementi di preoccupazione iniziano a farsi più evidenti, e con essi a divenire più concreta la prospettiva di un rallentamento del ritmo di crescita. Questo, in sintesi, il profilo delineato dal Check Up Mezzogiorno, tradizionale pubblicazione curata da Confindustria e SRM – Studi e Ricerche per il Mezzogiorno (Centro Studi del Gruppo Intesa Sanpaolo) che per l’edizione di dicembre 2018 si concentra sull’approfondimento congiunturale dell’economia meridionale. Secondo le stime preliminari, anche nell’anno che si sta per chiudere tutti e cinque gli indicatori (PIL, imprese, occupati, export, investimenti) che compongono l’Indice Sintetico dell’Economia meridionale, elaborato da Confindustria e SRM, sono positivi. Rispetto al 2017, rallenta però il ritmo con cui i valori del 2007 si stanno recuperando. Con l’andamento lento dell’ultimo anno, infatti, saranno necessari ancora 4 anni per tornare al valore di partenza dell’indice. (SEGUE)