Udine, 28 dic – Insomma, il recupero di quest’arte antica è diventato dal 2013, anno di apertura dell’Opificium Librorum, anche sinonimo di sviluppo turistico per il territorio, nonché di lavoro per le sei persone che seguono stabilmente le attività del museo. E non è intenzione dello Scriptorium fermarsi qui. “Il sogno è quello di poter replicare l’Opificium al Centro e al Sud, in modo da poter servire le scolaresche anche di queste aree – racconta Giurano -. Per il momento siamo attrezzati con un laboratorio mobile che può portare parte delle attrezzature e dei materiali dove ci viene richiesto, soprattutto per eventi e manifestazioni: quest’estate siamo stati nel borgo di Elice (Pescara), ma in passato anche all’estero, per esempio a Dubai, per tenere le nostre dimostrazioni e lezioni di scrittura amanuense”. All’Opificium Librorum di Ragogna i visitatori, assieme alle guide abbigliate in costume medievale, possono sedersi sugli scranni dei copisti, vedere come si realizza a mano la carta, preparare i fogli per la scrittura, tracciare le parole con penne d’oca e inchiostri naturali, cimentarsi nella rilegatura. “Le persone sono affascinate dalla bellezza, dalle cose fatte bene e dalla manualità – conclude Giurano –. Credo che il successo del nostro museo, amplificato da promozione e passaparola, sia dovuto proprio nella possibilità di fare un’esperienza interattiva, che riavvicina alle cose semplici e al valore del nostro Made in Italy”. (red)