Roma, 28 dic – “La manovra finanziaria per il 2019 e per il prossimo triennio, dopo il finto passaggio iniziale, torna alla Camera per l’approvazione definitiva, con la pesante ipoteca di una nuova fiducia che renderà vano qualsiasi tentativo di miglioramento. Parliamo dei nostri tentativi e dei nostri emendamenti perché, francamente, quelli degli altri parlamentari eletti all’estero semplicemente non sono pervenuti. Affronteremo questa ulteriore pagina di una vicenda inquietante prima di tutto con il proposito di fare tutto il possibile, dentro e fuori dall’Aula, per tutelare la dignità e le prerogative del Parlamento, cinicamente calpestate, e con esse la correttezza della vita democratica. Faremo tutto il possibile, poi, dentro e fuori dal Parlamento, per tutelare gli interessi del Paese e dei suoi gruppi sociali fondamentali, soprattutto i più bisognosi e i più operosi, esposti ai contraccolpi di una manovra senza presente e senza futuro, che scarica un grave peso sulle prossime generazioni”. Lo dichiarano in una nota i Parlamentari del PD eletti all’estero Laura Garavini, Francesco Giacobbe, Nicola Carè, Francesca La Marca, Angela Schirò, Massimo Ungaro. “Faremo tutto il possibile, infine, per far sentire la voce e le esigenze degli italiani all’estero, ignorate anche quando si trattava semplicemente di consolidare le posizioni acquisite – affermano i parlamentari dem -. Ci riferiamo al milione di euro tolto ai Comites per i loro progetti, ai circa 400.000 euro tolti al CGIE, costretto ora a rivedere le sue molteplici iniziative, all’eliminazione del milione di euro aggiuntivo (2+1) per la stampa in italiano all’estero, frutto di nostri emendamenti negli ultimi due anni, ai due milioni a sostegno dei nostri connazionali in Venezuela (1 in bilancio + 1 del nostro emendamento a prima firma Porta), che ora bisognerà recuperare dal calderone generale, togliendoli ad altre destinazioni”. (SEGUE)