Roma, 28 dic – “Le scene e i costumi storici mantengono intatto il fascino dello spettacolo. Del resto il bello di Rugantino era riuscire a trasportare il pubblico nella Roma papalina”, ha detto Tiziana Coltellacci, moglie di Gianni Fiore Coltellacci, “Giulio aveva ricostruito la città minuziosamente ma anche con fantasia, rendendola sospesa tra favola e realtà, esattamente come era nelle intenzioni di Garinei e Giovannini. Ogni volta che con mio marito rivediamo i lavori di Giulio siamo emozionati e veniamo trasportati in un mondo oggi difficile da ricreare”. “Pasquale Festa Campanile mi diceva: amo Rugantino perché ha una onestà di carattere tipica di chi ha fame d”amore, e perché la sua libertà rende possibile ciò che si sogna” ricorda il figlio, Raffaele Festa Campanile: “E’ la storia di un uomo che viveva per gioco. Perché per sopportare la vita occorre divertirsi, e tanto”. Affollatissima di pubblico e vip la platea, in un teatro che magicamente ieri sera sembrava la Roma papalina del 1800: grazie alle scene e ai costumi perfetti di Coltellacci, è stato facile perdersi nel sogno di una commedia appassionante, che fa ridere e commuovere e che rinnova di anno in anno la sua attualità. In tantissimi si sono emozionati con le musiche del Maestro Trovajoli, cantando brani senza età come “Roma nun fa la stupida stasera”, “Ciummachella” e “Tirollallero”. (Red)