Roma, 31 dic – Mentre il presidente Mattarella ammonisce che “le derive sovraniste sono seducenti, ma inattuabili” e boccia il nome di Paolo Savona all’Economia (al suo posto il più europeista Giovanni Tria), rischiando addirittura una richiesta di impeachment da parte del Movimento 5 Stelle, il matrimonio misto Di Maio-Salvini si celebra ai primi di giugno (ben tre mesi dopo il voto) dopo la firma di un contratto di governo che prevede punti precisi, tratti da entrambi i programmi: flat tax, reddito di cittadinanza, revisione completa dell’atteggiamento sull’immigrazione e la promessa-minaccia di non voler rispettare il vincolo del 3% del debito in manovra. Garante del patto, l’autodefinitosi “avvocato del popolo” Giuseppe Conte, scelto come premier ‘neutrale’ dai due leader che si riservano il ruolo di vicepremier entrambi, con Di Maio che va anche al Lavoro e allo Sviluppo economico e Salvini agli Interni.