Roma, 1 gen – A vent’anni dalla prima rassegna dedicata alla produzione grafica di Giovanni Boldini, la Galleria Bottegantica di Bologna rende nuovamente omaggio a uno degli indiscussi protagonisti della pittura dell’Ottocento. La mostra, fino al 19 gennaio, presenta una raffinata selezione di 50 opere su carta, alcune delle quali mai esposte in pubblico, provenienti da prestigiose collezioni private, che testimoniano la singolare capacità espressiva del maestro ferrarese nell’arte del disegno e dell’incisione. Quella del disegno è una tecnica sperimentata da Boldini fin dalla tenera età, al punto che una leggenda di famiglia racconta che l’artista imparò a disegnare ancora prima di leggere. Aneddoto a parte, il disegno fu per lui regola quotidiana di vita, un imperativo categorico che gli consentì di indagare, analizzare e riprodurre tutti i particolari della realtà circostante e che lo lasciava libero di sperimentare, lontano dal suo pubblico, nuovi motivi, nuove soluzioni compositive e approcci stilistici. Boldini era un disegnatore compulsivo; aveva la mania di schizzare con guizzo da spadaccino, e senza mai sbagliare nulla, tutto quello che cadeva sotto il suo sguardo: un bicchiere o un tozzo di pane sopra una tovaglia di un anonimo caffè parigino, il profilo vezzoso di una fanciulla alle corse di Longchamps, gli occhi stanchi dei cavalli del fiacre, la ragazzina con il tutù alla sbarra, e così via. La rassegna vive anche un’appendice all’Oratorio delle Chiesa di Santa Maria della Vita a Bologna, fino al 7 gennaio: esposti tre celebri ritratti femminili del grande maestro. (Red)