Roma, 2 gen – Il 2018 è stato un anno d’oro per l’eccellenza didattica e la ricerca italiana: mai tanti premi e riconoscimenti internazionali hanno visto protagonisti i docenti nostrani. Dopo ben 44 anni, infatti, l’Italia torna a vincere la Medaglia Fields, uno dei più importanti riconoscimenti mondiali per i matematici under 40, assegnata a Rio de Janeiro ad Alessio Figalli, giovane e brillante scienziato italiano. Romano, classe 1984, professore ordinario di matematica alla University of Texas, a Austin fino al 2016, ora ha una cattedra al Politecnico di Zurigo. Al fisico italiano Giovanni Gallavotti è andato il Premio Poincaré. È il primo italiano a vincere il maggiore riconoscimento internazionale per la fisica matematica, considerato il “Nobel” della disciplina scientifica. Gallavotti è stato premiato per le sue ricerche ed “eccezionali contributi” sulla meccanica statistica, sulla teoria quantistica dei campi, la meccanica classica e i sistemi caotici, come si legge nelle motivazioni pubblicate sul sito del Poincaré Prize. Nominato professore emerito dell’Università di Roma La Sapienza, Gallavotti non è nuovo ai premi. Nel 1997 ha ricevuto il “Premio Nazionale Presidente della Repubblica” per la Classe di Scienze Naturali dell’Accademia Nazionale dei Lincei e, nel 2007, ha vinto la Medaglia Boltzmann, il più alto riconoscimento internazionale per contributi scientifici alla meccanica statistica. Ad Aveiro, in Portogallo, è stata assegnata la Menzione Speciale agli “Innovation and Entrepreneurship Teaching Excellence Awards” a Daniele Manni, docente di informatica dell’Istituto “Galilei-Costa” di Lecce, per la sua ultradecennale esperienza nella didattica orientata all’auto-imprenditorialità e all’ideazione e conduzione di startup economiche e sociali under 18. (BIG ITALY / SEGUE)