Roma, 4 gen – Nel 2018, in un contesto in cui la maggior parte dei mercati finanziari mondiali hanno mostrato una grande volatilità —principalmente a causa di segnali di restrizione del credito da parte della Federal Reserve degli Stati Uniti, le tensioni commerciali tra gli Usa ei suoi principali partner, nonché gli adeguamenti nelle aspettative di crescita delle principali economie mondiali—, le borse valori in Messico e in Italia hanno subito, inoltre, le conseguenze delle decisioni e posizioni dei loro rispettivi governi. Lo riporta il sito “Punto d’incontro” che, come il nome suggerisce, si prefigge di creare un luogo di incontro tra il Messico e i circa 13mila italiani che vi risiedono, secondo i dati Aire aggiornati al 2012. Nel paese latinoamericano, la cancellazione del nuovo aeroporto internazionale di Texcoco, l’iniziativa di regolamentare le commissioni bancarie e le modifiche proposte al sistema di gestione dei fondi pensione sono state, secondo alcuni analisti, le cause principali del collasso. In Italia, gli annunci relativi al deficit di bilancio e le minacce dell’Ue di avviare una procedura di sanzione per non aver rispettato i parametri accordati hanno avuto un effetto devastante sulla fiducia degli investitori nel terzo quadrimestre. Il mercato azionario messicano ha finito l’anno con un calo del 15,6%, il più alto dell’ultimo decennio. Nel Bel Paese, l’indice FTSE MIB della borsa di Milano ha chiuso con una perdita del 16,15%. Negli ultimi dodici mesi in Piazza Affari sono evaporati 100 miliardi. A tanto equivale la perdita di valore delle 40 società quotate sul listino italiano, sceso a 543 miliardi di euro (al 21 dicembre). (Red)