Roma, 13 nov – “L’Accordo – prosegue la nota – era nato dall’esigenza di completare il quadro degli accordi bilaterali di sicurezza sociale stipulati dall’Italia con i maggiori Paesi di emigrazione ed in particolare di tutelare finalmente i lavoratori italiani emigrati in Cile ed i lavoratori cileni emigrati in Italia, consentendo così a coloro i quali hanno versato contributi nell’Assicurazione generale obbligatoria italiana e nell’assicurazione cilena, anche in anni remoti, di maturare il diritto ad una prestazione pensionistica italiana e/o cilena. Nella scorsa legislatura Il ministero degli Affari Esteri italiano aveva reso noto che la copertura finanziaria per la ratifica dell’Accordo era stata trovata e che era stata già avviata la procedura di concerto interministeriale con i Dicasteri competenti per la presentazione della legge di ratifica in Parlamento. L’interruzione prematura della legislatura e la caduta del Governo Prodi aveva impedito la conclusione dell’iter per la stipula dell’Accordo”. Ora, conclude la nota – i due parlamentari e i rappresentanti dell’Ambasciata cilena ritengono che sia “impellente ed indispensabile concordare un’azione congiunta al fine di sensibilizzare le autorità competenti italiane e di accelerare le procedure necessarie per l’approvazione dell’accordo da parte del Parlamento italiano e quindi la sua definitiva ratifica. Si tratterebbe di una conquista sociale di grande valore umano, sociale e politico per i due Paesi e le loro collettività di cittadini emigrati”.
(Sis)