Roma, 4 gen – Dal sisma del 2016 “non c’è nessun progresso. Qui è stato fatto un errore fin dall’inizio, mettendoci dentro queste casette che ogni giorno hanno un guasto, un problema. Casette di legno? Magari fossero di legno, sono casette di carta, di legno abbiamo solo il porticato fuori. Hanno fatto lavori di fretta, a cominciare dalle fogne, qui adesso nevica, se va via la corrente rimaniamo al gelo perché queste casette sono talmente sottili e porte e finestre hanno spifferi da tutte le parti”. Lo afferma Roberta Paoloni, cittadina di Accumoli, a Radio Cusano Campus. E aggiunge: “Qui siamo isolati dal mondo, l’unico mezzo che abbiamo è il telefono. Siamo la vergogna d’Italia, per questo cercano di tenerci nascosti. Sono passati tre anni dal terremoto e non si è risolto nulla. Confido soltanto nel nuovo governo e nel nuovo commissario perché peggio di quello che è stato fatto in passato non si può fare. Quelli di prima sono venuti qua a fare le loro passerelle, ci hanno detto che non ci avrebbero lasciati soli e il giorno dopo non li abbiamo più visti. Qui non serve solo rientrare dentro casa, serve anche lavorare, non c’è una prospettiva. Si va avanti perché siamo forti, io sono madre di un ragazzo e devo andare avanti anche per lui”, “stanno facendo di tutto per mandarci via. La gente è esasperata, ci sono persone che dicono: almeno mi saldassero la casa e me la vado a costruire da un’altra parte. Faccio un appello al nuovo governo: mettetevi una mano sulla coscienza, veniteci a trovare, ma non potete lasciare la gente così, siamo vivi per miracolo, stiamo male e non vediamo un futuro”. (PO / red)