Roma, 7 gen – “Da Chiuduno, Bergamo, a Palm Beach, Florida. Per crescere. Anzi, per raddoppiare. È la sfida che, a ormai quasi 60 anni dalla nascita, Rio Yachts sta preparando, per accasare stabilmente l’ennesimo marchio nautico italiano sul ricco territorio americano”. Lo si legge sul Corriere della Sera. “Tutto comincia quando Luigi e Anna Scarani, bergamasco lui, mantovana lei, in luna di miele in Costa Azzurra, scoprono le barche, se ne innamorano, tornano a casa e aprono un cantiere sulle sponde del Sebino. È il 1961 e nasce Avionautica Rio: costruisce alianti e motoscafi in mogano motorizzati Chris Craft e Rolls-Royce. Si chiamano Colorado, Paranà, Bonito, Espera e – insieme a quelle degli amici Riva — diventano le barche della Dolce Vita. Da allora sono state prodotte più di centomila barche di 132 modelli, i più diversi. Negli anni Settanta, il cantiere, ormai marchio, lancia la cosiddetta ‘barca per tutti’, in ABS, materiale plastico trasformato, frutto della collaborazione con Anic–Eni. Il grande successo arriva, tra l’altro, con il RIO 310, una barca di soli tre metri venduta in oltre 50mila esemplari. Oggi RioYachts, dismesso il settore aeronautico ma all’interno di un gruppo che si occupa anche di edilizia ed energia, produce in media 20 imbarcazioni l’anno tra i 10 e i 20 metri e fattura 12milioni”. Dal 2011, dopo la morte del fondatore ,l’azienda è guidata dal figlio Piergiorgio, che spiega: “Oggi siamo molto sbilanciati sul mercato interno, vogliamo rafforzarci in Europa, dove siamo già molto presenti, e in Nord America, la vera grande sfida”, “partiremo da Palm Beach, in Florida, per poi affrontare California, Maine, Massachusetts, New York”. (red)