Roma, 7 gen – Le Commissioni Affari costituzionali e Lavoro avviano la seconda e probabilmente definitiva lettura del ddl concretezza. È poi previsto per venerdì 11 il via libera definitivo della Commissione Affari costituzionali al testo unificato sul referendum propositivo, calendarizzato in Aula per mercoledì 16 (possibile, dunque, anche un leggero slittamento ai primi giorni della prossima settimana). Il testo messo a punto dalla relatrice Dadone (M5S) impone al Parlamento di approvare entro un anno e mezzo una proposta di legge d’iniziativa popolare (serviranno sempre 500mila firme). Se questo termine non dovesse essere rispettato, sul testo verrà indetto un referendum, a meno che esso non rispetti i principi fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione e dall’ordinamento europeo, se è ad iniziativa riservata, se presuppone intese o accordi, se richiede una procedura o una maggioranza speciali per la sua approvazione, se non ha copertura finanziaria o se non ha contenuto omogeneo. Criteri questi che vengono valutati dalla Corte Costituzionale prima della presentazione della proposta alle Camere, purché siano state già raccolte 100mila firme. Ma anche se il Parlamento approva a proposta in un testo diverso da quello presentato e i promotori insistono, viene indetto comunque un referendum per scegliere quale dei due deve entrare in vigore: l’elettore potrà anche votare a favore di entrambi e vincerà quello che avrà comunque ottenuto più voti. Termine per la presentazione degli emendamenti in scadenza lunedì 7. La Commissione Lavoro dovrebbe invece approvare il parere alla proposta di istituzione di una Commissione Bicamerale d’inchiesta sulla Comunità “Il Forteto” di Vicchio (Fi) e ha in agenda l’audizione dell’Aqcf-R (Associazione quadri e capi Fiat-Rappresentanza) sulle risoluzioni sulla salvaguardia dell’occupazione nel settore automobilistico e in particolare nel gruppo Fca. (PO / Pon)