Roma, 8 gen – Fino al 27 gennaio il Marca – Museo delle Arti di Catanzaro ospita la prima grande antologica dell’artista tedesco Wolfram Ullrich (1961). La rassegna, “Coordinate e convergenze”, ruota attorno alle astrazioni geometriche tridimensionali di Ullrich, frutto di un assemblaggio di segmenti in acciaio preparati in modo che l’acrilico, applicato per velature successive, vi si possa fissare. Le sue creazioni appaiono come sculture da parete – nonostante lo stesso Ullrich si definisca ‘pittore’ e non ‘scultore’ – che giocano con la prospettiva, poligoni che fluttuano e che sembrano immersi in uno spazio profondo, grazie all’uso di aree dai colori intensi. Le opere, come spiega lo stesso artista, vengono letteralmente costruite assemblando le diverse parti, in un processo opposto alla scultura, dove si lavora per sottrazione. A seconda della posizione dell’osservatore le opere si inclinano, diventano morbide, si piegano in strette fessure d’ombra. Il lavoro di Ullrich entra quindi in relazione non solo con l’occhio dello spettatore, ma anche con lo spazio e con il movimento del visitatore. (red)