“II decreto su Carige va nella giusta direzione. Aspettiamo il testo del decreto per analizzarlo in ogni aspetto. Ed è bene anche che il nuovo presidente della Vigilanza Bce, l’indipendente e autorevole Andrea Enria, abbia posto in essere in pochi giorni una importante iniziativa di prevenzione”. Così Antonio Patuelli, presidente dell’Abi, in una intrevista al Corriere della Sera. E aggiunge: “Mi auguro sia l’ultima crisi bancaria di questa storica decennale fase”, “la vigilanza indica una via di risanamento assolutamente intrapresa. I numeri sono eloquentI, a dicembre i dati di Bankitalia e Abi davano ridotte a meno di 40 miliardi di euro le sofferenze nette. Che sono quelle vere, perché quelle lorde indicano i crediti in origine, senza accantonamenti e coperture. Ma quello dei numeri è il risanamento complessivo, non dei singoli”. Quindi il governo ha fatto bene a intervenire su Carige, che ha ancora troppi npl (crediti deteriorati)? “Non partecipo al dibattito politico, a noi interessano le soluzioni ai problemi. Previene un problema, ed è coerente con l’iniziativa assunta dalla Vigilanza Bce e le indicazioni di Bruxelles. È bene prevenire per non avere i costi della repressione. Ho apprezzato le parole del presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia: la questione bancaria, e la salvaguardia dei risparmiatori, non riguarda banchieri, ma il Paese, perché le banche sono punti di collegamento che immettono flussi di liquidità nell’economia”. Evoidenzia che “nel passaggio dalla Vigilanza nazionale alla Bce sono mancate le norme transitorie, il passaggio è stato troppo brusco. Questo è il punto della storia”, “nel 2019 si rinnova la Commissione Ue. L’Italia deve chiedere insistentemente un importante incarico economico per il commissario che le spetta, così da essere in tutti i tavoli di preparazione collegiale dei provvedimenti economici. Perché è lì che si incide sugli orientamenti di politica economica”. (red)
