Bologna, 9 gen – Il gruppo di ricerca ha avuto la possibilità – nel contesto del progetto europeo MyNewGut – di analizzare la composizione del microbiota di 70 bambini in due diversi momenti: all’inizio dello studio, quando tutti avevano un peso normale, e a distanza di quattro anni, quando 36 di loro avevano acquisito un peso eccessivo. Confrontando i dati raccolti insieme alle informazioni sulle abitudini alimentari e ad altri parametri antropometrici, biochimici e immunologici, i ricercatori hanno messo a punto un quadro che indica un possibile ruolo del microbiota nel processo di sviluppo dell’obesità.
“I nostri risultati – dice Patrizia Brigidi, professoressa dell’Università di Bologna tra gli autori dello studio – mostrano che i bambini che hanno acquisito peso eccessivo mangiando cibo con alto contenuto di grassi e carboidrati possiedono anche un alto grado di infiammazione sistemica e un profilo alterato di microbiota intestinale, con un basso livello di biodiversità”. Specifiche abitudini alimentari possono insomma agire sulla configurazione del microbiota e di conseguenza anche su parametri metabolici e infiammatori. “In alcuni casi però – aggiunge il ricercatore Unibo Simone Rampelli – queste combinazioni di dieta, infiammazione e microbiota erano già presenti prima dello sviluppo dell’obesità, il che suggerisce una sorta di potenziale predittivo dell’asse microbiota-dieta-ospite”.
(PO / BIG ITALY / SEGUE)