Roma, 10 gen – Da qualche settimana durante le vacanze estive, fino a un semestre o a un intero anno scolastico: sono diverse le possibilità per gli studenti delle superiori che vogliono trascorrere un periodo di studio all’estero. E tante le opportunità: dagli scambi Erasmus (che possono coinvolgere anche gli insegnanti), ai programmi organizzati da associazioni di volontariato come Intercultura o dai consulenti e agenti linguistici aderenti alla Ialca. Nel suo focus odierno, il Sole 24 Ore ricorda che l’età minima per frequentare l’ anno scolastico (o parte di esso) oltre confine è di 15 anni. Solitamente si va all’ estero durante il quarto anno delle superiori. Niente esami al rientro Al ritorno in Italia, per gli studenti che frequentano all’ estero l’ intero anno scolastico, la normativa riconosce la possibilità di accedere alla classe successiva senza ripetere l’ anno (e senza sostenere esami). Il Miur ha chiarito che le esperienze di studio all’estero sono “parte integrante dei percorsi di formazione e di istruzione” e che sono “valide per la riammissione nell’ istituto di provenienza”. Tali esperienze sono equiparate ai progetti di alternanza: per riconoscerle contano le competenze acquisite e il parere del consiglio di classe.
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