Roma, 10 gen – “Se la Germania entrasse in recessione per l’Italia sarebbe un serio problema, un ulteriore grave elemento di negatività: buona parte del Pil tedesco viene da settori che coinvolgono la nostra manifattura”. Così Alberto Bombassei, presidente della Brembo, in una intervista a La Stampa, nella quale viene definito il più “tedesco” tra gli imprenditori italiani. E aggiunge: “Stiamo assistendo a una frenata globale dell’economia, che coinvolge il Vecchio Continente, finito in mezzo alla guerra commerciale tra gli Stati Uniti e la Cina, una battaglia che sta penalizzando anche loro”. E per i dati sul calo della produzione industriale in Germania parla di “campanello d’allarme. La componentistica dell’auto, per esempio, è prodotta in Italia per una percentuale importante. Spesso erroneamente si ritiene che l’industria tedesca cerchi da noi la convenienza, il basso costo. Niente di più sbagliato: vengono qui a cercare la qualità. La recessione tedesca ci coinvolgerebbe appieno”. E sulla intenzione del governo tedesco di aumentare gli investimenti pubblici e abbassare le tasse dice: “Usano la regola del buon senso. È la stessa ricetta che Donald Trump ha applicato agli Stati Uniti con risultati positivi anche sul piano dell’occupazione. Spero che qualcuno in Italia legga di questo tipo di reazione e ne tragga spunti. Qui stanno facendo l’opposto. La promessa riduzione delle tasse non c’è stata, la pressione fiscale al contrario è leggermente aumentata. Gli investimenti pubblici farebbero da traino a quelli privati che stentano a decollare, ma come si vede sul punto non ci si decide”. Cosa servirebbe? “Incentivare a investire per aumentare la produttività e la qualità della nostra manifattura. Questo e la defiscalizzazione sono i sistemi con cui si può maggiormente stimolare anche l’occupazione. Il resto sono solo parole, come pensare che introdurre la quota 100 e smontare la Fornero per anticipare le pensioni serva ad assumere di più. Illusioni di chi non ha mai lavorato o non ha esperienza”. (red)
