Roma, 10 gen – “Questo documentario in un’ora e mezza rende giustizia alla verità di una crisi poco conosciuta per le sue dimensioni e drammaticamente molto importante per noi italiani, perché è la crisi umanitaria che più ha a che vedere con gli italiani all’estero” spiega Fabio Porta, ex deputato del Pd eletto in America meridionale e presidente del Comitato italiani nel mondo dal 2013 al 2018, ricordando come nel Venezuela vivano “oltre un milione di persone di origine italiana, quasi 200 mila con passaporto italiano”.
“Abbiamo seguito negli ultimi anni come Parlamento, come partiti di maggioranza e di opposizione questa crisi – aggiunge Porta – e quindi il documentario arriva nel momento giusto perché dobbiamo dimostrare come comunità internazionale e soprattutto come comunità italiana attenta agli italiani nel mondo che il Venezuela è una nostra priorità”. “Un documentario – continua Porta – che ha un valore particolare nello smascherare il mito del chavismo e di Chavez, una certa retorica che tendeva a dipingerlo anche in Italia come un personaggio buono, carismatico, un grande leader il cui lavoro è stato rovinato da Maduro che ha fatto la parte del cattivo. In realtà il virus nasce proprio con Chavez e il governo Maduro raccoglie e magari peggiora la sua eredità” sottolinea ancora l’ex deputato dem, che citando la chiusura del docufilm afferma come “l’unica immunità contro la peste sia la coscienza, ed è un appello che va rivolto a tutto il mondo: è la coscienza che ci salverà dai populismi di destra o di sinistra. Il rischio della deriva autoritaria c’è ovunque, esiste nel Brasile di Bolsonaro, nel Venezuela di Maduro ma anche in tanti Paesi europei”. (Roc)
