Roma, 11 gen – “Nasce Rai Libri, un nuovo modo di raccontare le nostre storie”. È il claim dello spot in onda da domenica 13 gennaio, sulle reti televisive e radiofoniche della Rai, per il lancio della nuova casa editrice del Servizio Pubblico.
“Il libro diventa elemento centrale nel moderno racconto cross mediale della Rai- spiega il direttore editoriale di Rai Libri Flavio Mucciante- strategico nel processo di trasformazione dell’azienda da broadcaster a media company”.
Non un semplice restyling di Rai Eri, un marchio storico della tradizione dai molti meriti, che ha dovuto confrontarsi negli anni con i giganti dell’editoria, disponendo di mezzi di gran lunga inferiori alla concorrenza. Ma un vero e proprio “cambio di passo, di filosofia editoriale- assicura Mucciante- un modo diverso di essere presenti, percepire ed essere percepiti dal mercato”.
Che cosa cambia , dunque, rispetto al passato?
Prima di tutto il peso che il settore librario avrà all’interno del gruppo Rai, anche in termini di investimenti. Poi un progetto editoriale di maggiore forza e autorevolezza. Si parte dalla ridefinizione dei generi: accanto a quelli più propriamente radiotelevisivi di intrattenimento o spettacolo, accanto al cinema o alla fiction, ci saranno la storia, la musica, la divulgazione scientifica, lo sport, l’ambiente, l’approfondimento giornalistico, fenomeni di costume, il racconto di una società che cambia. E tutto quanto può avere interesse per il lettore/consumatore. (SEGUE)