Roma, 16 gen – “C’ è aria di battaglia nel mondo agro-alimentare italiano. Il
nuovo presidente della Federalimentare, Ivano Vacondio, 67 anni, reggiano di
nascita e modenese di adozione, non le manda a dire. ‘Non possiamo permetterci di
generare confusione nella rappresentanza. Una cosa sono gli agricoltori e
un’altra gli industriali. Mischiarle per opportunismo politico o per avere più
facile accesso alle istituzioni è una scelta miope. Non si dimentichi che
l’immagine del made in Italy nel mondo è legata al prodotto trasformato’. È
quanto si legge in un articolo pubblicato sul Corriere della Sera. Le parole di
Vacondio fanno diretto riferimento alla nascita di un nuovo soggetto di
rappresentanza, Filiera Italia, guidato dalla Coldiretti e di cui ha preso la
presidenza Luigi Scordamaglia, ex numero uno di Federalimentare fino a poche
settimane fa. “Quasi un derby dunque e per Vacondio c- si legge nel pezzo – he ha
la passione del calcio nel sangue (esordio come giocatore nella Spal e 30 anni
come allenatore di squadre dilettanti in Emilia!) è una motivazione in più per
farsi valere. ‘La verità è semplice: in pochissimi segmenti dell’ alimentare
siamo autosufficienti in quanto a bilancia commerciale, importiamo le materie
prime e il miracolo dell’ export italiano è stato costruito andando a prendere il
grano negli Usa, lavorandolo in Italia e rivendendolo come pasta con una quota di
valore aggiunto. Se non si ha presente questo percorso si dicono bugie. E’ vero
che c’ è la filiera ma bisogna anche capire dove si crea ricchezza e dove no’.
Vacondio trova singolare, ad esempio, che l’ industria alimentare abbia come
interlocutore il ministero delle Politiche agricole e non quello dello Sviluppo
economico: “E invece il nostro ministro è Di Maio”. (BIG ITALY / Roc)