Milano, 16 gen – Lo stato di salute delle small e midcap italiane, cui si deve il 50% delle esportazioni manifatturiere italiane, emerge da una analisi condotta dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo e presentata oggi da Gregorio De Felice, Chief Economist del Gruppo. “Le PMI rappresentano un fattore chiave della competitività italiana, contribuendo al grado di diversificazione di prodotto più alto al mondo – si legge in una nota di Intesa Sanpaolo -. Grazie al fitto tessuto di relazioni sui territori e nelle filiere, il modello italiano è stato in grado in questi anni di reggere l’impatto della forte pressione concorrenziale dei paesi emergenti, con l’avanzo commerciale manifatturiero in forte crescita: da 31,5 miliardi di euro nel 2010 ai 98 previsti per il 2020. Questi valori ci collocano saldamente al quinto posto al mondo nella graduatoria dei maggiori esportatori. Negli ultimi anni è emerso un nucleo di soggetti vincenti che ha puntato su un insieme di strategie evolute in termini di internazionalizzazione e innovazione, valorizzando la competenza ed i talenti del proprio capitale umano. In un contesto come quello attuale, in cui iniziano ad affiorare timori di brusco rallentamento dell’economia, occorre rafforzare ulteriormente i fattori alla base di questi successi, anche con una crescita dimensionale. Saranno cruciali investimenti materiali e immateriali, creazione di start-up, formazione, rinnovo generazionale”. (SEGUE)