Roma, 17 gen – Ogni volta che scatta un Gran Premio scendono in pista non uno, ma 110 sistemi di filtrazione prodotti da Ufi Filters, nascosti nelle monoposto di sette team: Scuderia Ferrari, Mercedes-Amg Petronas, Williams, Sauber, Toro Rosso, Force India e Haas. A fornirli – scrive Il Sole 24 Ore – la società nata nel 1971 a Nogarole Rocca, un paese di 4mila abitanti in provincia di Verona che è un gruppo globale da 4mila dipendenti, 16 stabilimenti di cui cinque in Cina, 54 uffici commerciali, sei hub logistici per l’ aftermarket e tre innovation centers. L’ ultimo impianto inaugurato è a Opole, in Polonia. In un‘intervista al quotidiano economico, Giorgio Girondi, vulcanico presidente del gruppo, parla del suo successo all’estero: “In Italiasiamo considerati dei ‘prenditori’. Manca un ecosistema capace di attrarre investimenti privati. Un peccato, perché la nostra capacità creativa è la migliore del mondo”, “spiegare ai tedeschi come si fa filtrazione ci dà orgoglio e soddisfazione. È accaduto anche con l’ultima innovazione, il filtro aria Multitube, capace di aumentare la potenza del motore del 4%”. “In Italia – prosegue – abbiamo il quartier generale, diversi impianti, un hub logistico e uno dei tre innovation center (gli altri due sono in Cina e in India, ndr). Noi delocalizziamo per seguire i clienti. Ma siamo anche molto legati alle nostre radici e alla nostra capacità di essere flessibili e di prendere decisioni veloci”, “non dobbiamo perdere la capacità dei piccoli di muoversi in fretta e fare squadra”. “I miei generali devono essere uniti e felici – conclude Girondi parlando dei dipendenti -. Molti di loro sono anche soci di Ufi. Guadagnano anche loro se gli affari vanno bene. Per me, poi, c’ è un altro vantaggio. Quale? Non sono l’unico a non dormire la notte per pensare a come continuare a far crescere Ufi”. (Kgn)