Roma, 17 gen – Da Lucca a Brasilia e ritorno. Con una data già pronta: quella
dell’ 8 maggio, anniversario della fine della Seconda guerra mondiale. In
quell’occasione il presidente del Brasile Jair Bolsonaro, esponente dell’ estrema
destra eletto a fine 2018 ed entrato in carica il 1° gennaio, potrebbe essere in
Italia e inserire nel tour una visita a Lucca, città natale dei suoi nonni
materni. A dare la notizia è stato lo stesso presidente sudamericano nella serata
di martedì in un’ intervista con Bruno Vespa a “Porta a porta” su Rai 1. Parlando
dell’ arresto e dell’ estradizione di Cesare Battisti, Bolsonaro ha ricordato che
“le mie origini sono italiane, la mia famiglia è originaria di Lucca”. E alla
domanda su una possibile visita italiana ha parlato appunto dell’ 8 maggio e ha
detto di aver già parlato di questo con il presidente del consiglio Giuseppe
Conte o con il vicepremier Matteo Salvini (“ora non ricordo chi fosse”, ha
ammesso il presidente). “Farò il possibile per esserci – ha proseguito Bolsonaro
-, sarà la prima volta che visiterò la terra dei miei nonni”. Il Tirreno
nell’edizione di oggi ricorda che Bolsonaro, ex militare, è un capo di Stato
“scomodo”. Le sue idee su donne, gay, indios, tortura, disegnano il ritratto di
un personaggio più che conservatore. Per molti, un fascista. Non può essere
quindi considerata una sorpresa la reazione gelida del sindaco di Lucca
Alessandro Tambellini (Partito democratico). Che – fatti salvi i “doveri
istituzionali” – ha rimarcato che “le idee politiche di Bolsonaro sono molto
lontane dalle nostre”, ribadendo poi che “la nostra dimensione politica non dovrà
quindi essere attenuata né confusa col fatto di accogliere un capo di Stato di
cui conosciamo idee e impostazioni politiche molto distanti dalle nostre”.
(SEGUE)