Roma, 17 gen -. Sulle bacheche Facebook – assicura il Tirreno – diversi gruppi
antagonisti hanno annunciato manifestazioni pubbliche in caso di visita di
Bolsonaro mentre, all’estremo opposto, si colloca la sindaca leghista di Cascina
Susanna Ceccardi che affida il proprio pensiero a un post sul sociale network:
”Accoglieremo in Toscana con gioia il presidente del Brasile Bolsonaro. L’unico,
che dopo molti anni di connivenza dei precedenti presidenti brasiliani, ha
finalmente deciso di assicurare alla giustizia il latitante comunista Cesare
Battisti. Bolsonaro ti aspettiamo!”. Le ascendenza lucchesi di Bolsonaro emersero
subito dopo la sua elezione, lo scorso ottobre. A metterle nero su bianco il
sociologo Daniel Taddone, presidente dei Comites (Comitato degli italiani
all’estero) di Recife ed esperto di genealogia. Contattato dal Tirreno, Taddone
ha così ricostruito l’ albero genealogico del presidente: “I nonni materni si
chiamavano Guido Bonturi e Argentina Pardini – spiega lo studioso – ed entrambi
erano nati a Lucca”. Nel dettaglio, le ricerche nei registri parrocchiali e nei
documenti delle anagrafi Guido sarebbe nato nel 1892 e Argentina nel 1893. A
inizio del nuovo secolo sarebbero emigrati in Brasile, come tanti italiani e
lucchesi. Là si conobbero e si sposarono: dalla loro unione Olinda Bonturi, mamma
del presidente, oggi 91enne. Il cognome “Bolsonaro” deriva dalla radice paterna
che ha derivazioni venete, tedesche e brasiliane. Se Bolsonaro viene accusato di
fascismo, è quasi paradossale che la sua eventuale visita possa avvenire in
occasione proprio della sconfitta del nazifascismo in Europa. Una storia nella
quale il Brasile ha un ruolo importante anche in Toscana: i soldati verdeoro
arrivarono insieme agli Alleati e dopo aver combattuto in Versilia (liberarono
Camaiore) si spostarono più a nord, verso Pistoia e la Linea Gotica.